Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiAumentare le opportunità di occupazione per i detenuti, favorendo un contatto più diretto con le imprese private e snellendo le burocrazie che spesso ostacolano questa collaborazione. Introdurre modelli di gestione condivisa tra l'Amministrazione penitenziaria e i privati per i progetti a forte valore sociale, senza rigide logiche di scambio commerciale. Sono solo alcune delle novità previste dalla bozza di decreto del presidente della Repubblica, messo a punto dal Ministero della giustizia, che ha l'obiettivo di riformare il regolamento penitenziario attuale (dpr 230/2000) per migliorare le norme sulle attività lavorative e sui corsi di formazione per i detenuti.
Il provvedimento è andato nelle scorse settimane al vaglio del Consiglio di stato il quale, con parere n. 01616/2026 del 2 settembre 2026, ha deciso di congelare momentaneamente il proprio giudizio definitivo evidenziando una serie di punti sui quali il dicastero di Via Arenula è chiamato a riscrivere o sistemare le disposizioni. La norma che permette di adottare nuove regole sul lavoro in carcere è l'articolo 37 del dl n. 48 del 2025 (convertito in legge n. 80/2025), con cui il Governo ha ricevuto l'incarico di aggiornare la disciplina del lavoro penitenziario puntando su alcuni obiettivi fondamentali.







