Detenuti in carcere, ma selezionati per lavorare in una grande azienda. È il percorso tracciato dal progetto, fortemente voluto dalla presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli e dall’ex presidente degli industriali Costanzo Jannotti Pecci, che entra oggi nel vivo con il primo incontro operativo del tavolo tecnico tra il tribunale di sorveglianza presieduto da Patrizia Mirra, il provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria guidato da Carlo Berdini e Palazzo Partanna.

L’iniziativa si articola lungo due versanti: gli istituti penitenziari individueranno, attraverso appositi elenchi, i reclusi o le persone sottoposte a misure alternative già in possesso delle competenze necessarie per un immediato inserimento lavorativo e quelli che potranno essere coinvolti in percorsi formativi finalizzati a una futura assunzione; le aziende potranno selezionare il personale dagli elenchi, beneficiando degli incentivi e degli sgravi fiscali come, ad esempio, il credito di imposta. Hanno già manifestato interesse ad aderire al progetto importanti realtà dei settori della cantieristica navale, della logistica e dell’edilizia.

L’accordo, argomenta la presidente Covelli, offre «soluzioni concrete per il reinserimento sociale grazie alla disponibilità manifestata dagli imprenditori del distretto di Napoli. Gli effetti positivi sono molteplici - evidenzia la presidente Covelli - Le imprese possono attingere a elenchi di personale qualificato beneficiando di regimi agevolati, mentre le persone impiegate hanno l’opportunità di ricostruire la propria esistenza lontano dalle maglie della rete penale. Al tempo stesso, questa sinergia virtuosa contribuisce a contrastare il sovraffollamento carcerario, particolarmente rilevante nel distretto di Napoli, e a rafforzare la sicurezza dell’intera collettività».