Il geologo Mario Tozzi ha lanciato un avvertimento sulle conseguenze del riscaldamento globale e sull’imminente arrivo di El Niño tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Secondo l’esperto, il sovrapporsi delle temperature record a questo fenomeno naturale rischia di provocare inverni eccezionalmente caldi, fattore persino più dannoso delle estati torride per la tenuta dei ghiacciai e la sopravvivenza degli ecosistemi.
L'allarme di Mario Tozzi sul Super El Niño
Il limite delle risposte urbane
La necessità di accordi vincolanti sulle emissioni
L’allarme di Mario Tozzi sul Super El NiñoDurante il suo intervento ad Agorà su Rai 3, analizzando la sequenza di temperature eccezionali registrate durante la bella stagione, il geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi ha descritto le recenti ondate di calore come “un muro di aria calda che arriva, rende tutto secco e ci costringe dentro casa”.Guardando al prossimo futuro, il divulgatore ha invitato a non considerare eccezionali i record attuali: “Da anni ogni estate ripeto che è la più calda di sempre, ma in futuro la ricorderemo come una delle più fresche e umide. E il 2027 potrebbe essere ancora più difficile per effetto di un possibile Super El Niño”.ANSAIl geologo Mario Tozzi ha lanciato un avvertimento sull'imminente arrivo di El Niño La preoccupazione maggiore riguarda tuttavia le ripercussioni sulle stagioni fredde: “Guarda che gli inverni caldi, da un certo punto di vista, sono quasi peggio delle estati calde, perché, per esempio, non fanno conservare i ghiacciai”.Il limite delle risposte urbaneRispetto all’idea che l’essere umano possa semplicemente abituarsi al rialzo termico, l’esperto è stato perentorio: “In realtà non siamo così bravi ad adattarci. Dal punto di vista biologico molti animali lo sono più di noi”.Richiamando i dati ufficiali sulla sostenibilità del pianeta, Tozzi ha ricordato che “oltre quel limite andiamo vicini ai limiti biologici degli ecosistemi”, sottolineando la necessità di preservare l’ambiente globale: “Non possiamo vivere sulla Terra solo noi, nelle case con l’aria condizionata, e gli animali che alleviamo: abbiamo bisogno di tutto il resto degli ecosistemi e dei viventi”.
















