Il 30 agosto 2026 si è chiusa ufficialmente la stagione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, una scadenza attesa da tempo, che segna la conclusione del più grande programma di investimenti pubblici realizzato negli ultimi decenni. Per imprese, enti pubblici e professionisti il PNRR non è stato soltanto un insieme di misure e di risorse finanziarie, ma un quadro di riferimento relativamente chiaro entro cui orientare gli investimenti, sviluppare progetti di innovazione e individuare opportunità di crescita.Con la conclusione del Piano si apre ora una fase diversa. I fondi per sostenere innovazione, digitalizzazione, sostenibilità e competitività saranno rinnovati, ma con rilevanti cambiamenti sul contesto entro cui le imprese dovranno cercarli, interpretarli e utilizzarli.Secondo l’analisi pubblicata da Openpolis, la fine del PNRR lascia aperte numerose questioni legate al completamento degli investimenti, alla continuità degli interventi e alla capacità del Paese di valorizzarne l’eredità; per il sistema produttivo italiano, tuttavia, emerge un’altra sfida, meno evidente ma altrettanto rilevante: orientarsi in un panorama di incentivi molto più frammentato rispetto a quello degli ultimi anni.La domanda che molte imprese si pongono non è quindi se esisteranno ancora strumenti di sostegno agli investimenti: il sentiment in questo senso è generalmente positivo; tuttavia, è evidente la necessità di supporto su dove e come trovare questi strumenti.Indice degli argomenti