I prezzi del petrolio non msettono di salire, mentre gli attacchi di rappresaglia tra Stati Uniti e Iran contro le navi che navigano nello Stretto di Hormuz e in altre aree accrescono i timori di un’interruzione prolungata delle forniture dal Medio Oriente.
Il future sul greggio Brent è balzato il 7 settembre dello 0,98% a 97,22 dollari al barile (massimo intraday a 98,05 dollari) e quello sul Wti dell’1,3% a 92,68 dollari al barile (top intraday a 93,30 dollari).
Entrambi sono cresciuti del 7,8% e di quasi il 10%, rispettivamente, la scorsa settimane dopo che Stati Uniti e l’Iran hanno ripreso gli attacchi e provocato una riduzione dei flussi di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz, dove prima della guerra transitava un quinto dell'offerta mondiale di petrolio.
Le forze statunitensi hanno colpito il 5 settembre tre petroliere iraniane, tra cui una al largo della costa dell'Isola di Kharg, vicino al principale hub iraniano per le esportazioni di petrolio. mentre la marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniana ha preso di mira tre petroliere che stavano viaggiando attraverso rotte non autorizzate nello Stretto, oltre ad altre tre navi statunitensi in altre aree.








