Una Ferrari, due o tre. Una collezione di orologi complicati e introvabili. Cinque, sei, dieci case in giro per il mondo. Un’avventura estrema tra i ghiacciai della Patagonia. La realizzazione personale è molto, ma non è tutto. Al di sopra c’è una parola, una sensazione magica: condividere, creare esperienze di cui possano godere la famiglia, gli amici, le persone che si amano. Lo yachting, andar per mare su una splendida barca, è esattamente questo: va oltre la realizzazione personale, si colloca ancora più in alto nella gerarchia dei bisogni. «La vera ricchezza non è ostentare ciò che possiedi, ma condividere ciò che hai costruito».
Stassi Anastassov, global ceo di Ferretti Group, polo nautico che riunisce sette brand (Riva, Wally, Ferretti Yachts, Itama, Pershing, Custom Line e CRN) ritratto da Massimo Sestini con il modellino di Riva 54Metri.
Da questa prospettiva parte Stassi Anastassov, da maggio global ceo di Ferretti Group, polo della nautica che include sette brand per un fatturato complessivo superiore a 1,2 miliardi di euro. Nato in Bulgaria, cresciuto in Svezia in una famiglia di musicisti e apolide per vocazione (ha il doppio passaporto svizzero e svedese), dice: «Il miglior posto è quello dove abito oggi». Anastassov ha girato il mondo grazie a una carriera in continua ascesa in Procter & Gamble, tra Parigi, New York, Mosca, Ginevra e Tel Aviv. E ora la svolta: Milano, capitale del lusso e del design, dove Ferretti Group ha una delle sue sedi.













