"Sarà un grande stimolo sfidare il Rimini, ma questi ragazzi se lo sono guadagnato sul campo". Le parole di mister Massimo Mancini non erano retorica da precampionato, ma il biglietto da visita di chi oggi sale i gradini del ’Romeo Neri’ senza il timore di sfigurare. La Vis Novafeltria si prende la scena nel tempio del calcio riminese, regalandosi la tappa più bella di un viaggio costruito con la pazienza degli artigiani e l’orgoglio della propria terra.
Niente spese folli o nomi ad effetto per affrontare il salto in Eccellenza avvenuto appena qualche settimana fa. Il ds Renzi e la dirigenza hanno preferito blindare il blocco dei ragazzi del posto, quelli che hanno firmato l’impresa in Coppa Minetti e scalato i playoff fino alla finale con il Castellarano la scorsa stagione. Una scelta d’identità rivendicata con forza da mister Mancini: "La filosofia della società è quella corretta. Non ha senso spendere e spandere per poi rischiare di non pagare i conti. Il nostro primo dovere è far crescere quello che abbiamo in casa".
La spina dorsale della squadra parla romagnolo: dai giovani già esperti come Pavani, Guerra e Piva, fino alla freccia Frihat e a capitan Giacobbi, chioccia a soli 26 anni. Poco importa se l’estate ha portato via pezzi di cuore come il portiere Olivieri o il talento di casa Giorgini. La struttura ha retto l’impatto, rispondendo subito presente all’esordio col 3-1 al Castenaso. Per Mancini, che incrociò il Rimini già ai tempi della Marignanese nella stagione 2016-2017, la sfida ha il sapore delle grandi occasioni. "Andiamocela a giocare. Sappiamo di essere gli ultimi arrivati e che per entrare in certi salotti dovremo bussare con garbo, ma la nostra umiltà sarà la forza più grande". Continua a leggere tutte le notizie di sport su






