Rimini, 16 maggio 2026 – La Vuelle è ancora viva. Come Lazzaro, risorge dal sepolcro nel quale troppo presto, forse, Rimini l’aveva immaginata: i romagnoli non ripetono la prestazione difensiva di garatre subendo 96 punti in casa. Un ko bruciante firmato da un immenso Tambone a 1’’20 dal gong che costringerà i romagnoli a tornare a Pesaro martedì per la bella. E’ diversa la faccia con la quale i pesaresi si ripresentano al Flaminio. Jazz Johnson, spettatore forzato per due gare, scaraventa la voglia di rivalsa nel canestro dei suoi ex: segna 16 punti in 11’ (con 4/4 da tre) mettendo a ferro e fuoco la difesa locale in un 2° quarto che ribalta l’inerzia del match. Che era cominciato con Denegri inarrestabile, autore dei primi 10 punti della Dole (10-4 al 5’): un inizio che pareva dare il via a una nuova cavalcata di Rimini. Invece no.

Leka ritrova poi un altro protagonista: Virginio, che nelle prime tre partite aveva fatto virgola, si sblocca all’improvviso con uno contro uno, poi finalizza un contropiede, infine ritrova la tripla. Fanno 7 punti di fila che tengono in linea di galleggiamento la truppa biancorossa che impatta quando manca un minuto al primo riposo (21-21). Poi una tripla di Porter e soprattutto una persa sanguinosa di capitan Bucarelli, chiusa da Sankarè in schiacciata, rianima il pubblico romagnolo a fine primo quarto. Ma Pesaro, dopo la disfatta di garatre non ci sta ad essere di nuovo umiliata, risale la corrente con un gioco da tre punti di Maretto prima dell’esplosione fragorosamente di Jazz che suona una sinfonia strepitosa. Leka getta nella mischia anche De Laurentiis per dare fiato a Miniotas, ancora in difficoltà contro il fisico di Camara, ma è col quintetto small-ball che Pesaro va via, fino a raggiungere un massimo vantaggio di 8 punti che mantiene sino all’intervallo. La Vuelle si accomoda negli spogliatoi con uno spaziale 10/13 da tre punti e tenendo botta a rimbalzo.