Sull’Ici dovuta per alcuni impianti situati all’interno della raffineria, per le annualità 2008 e 2009, il contenzioso tributario che si protrae da oltre 12 anni si chiude in favore del Comune di Falconara. A darne notizia, ieri, lo stesso Comune, cui sono stati riconosciuti 1,7 milioni di euro. La vicenda era nata dall’attività di accertamento, avviata allora, sotto la prima Giunta guidata dal sindaco Goffredo Brandoni, dall’Ufficio Tributi comunale.

Il percorso giudiziario, tuttavia, è stato lungo e articolato. Il Castello era uscito sconfitto dal primo grado di giudizio. Nonostante questo, sicché convinta della fondatezza delle proprie ragioni, l’amministrazione Brandoni aveva proposto appello: esito ribaltato e sentenza favorevole, sponda Comune, in secondo grado. L’Italiana Petroli, che era subentrata nella gestione dell’impianto, ha dunque proposto ricorso in Cassazione, che si apprende sia stato respinto dalla Suprema Corte con due ordinanze pubblicate lo scorso 20 luglio. Circostanza, pertanto, che rende definitivo il riconoscimento di circa 1,7 milioni di euro in favore dell’Ente.

Al centro del contenzioso, hanno spiegato sempre ieri dal Municipio, il criterio di determinazione della base imponibile Ici (l’Imposta comunale sugli immobili) di determinati impianti. Con la Cassazione che ha confermato come turbine, serbatoi, ciminiere, pompe, ventilatori e caldaie costituiscano componenti essenziali della centrale e vanno, pertanto, considerati ai fini dell’imposta, così com’è corretto il criterio contabile applicato per i fabbricati del gruppo catastale D non ancora iscritti in catasto con attribuzione di rendita.