"La caccia aiuta il controllo della fauna a costo zero per la comunità. Seguiamo regole di sicurezza precise e abbiamo un’etica, il nostro riferimento è la polizia provinciale". Nazzareno Galassi, coordinatore delle guardie venatorie della Federcaccia a Macerata, spiega con l’avvio della stagione venatoria le ferree regole della caccia. I "prelievi", che in gergo sono gli abbattimenti degli animali, hanno numeri regolamentati: "Per la lepre possiamo prelevare otto capi annuali, e non più di uno al giorno. Per certe specie ci sono limiti precisi". Un aspetto significativo dell’attività riguarda i cinghiali: "Quando ci sono danni alle colture da parte di questi animali noi facciamo gestione. I cinghiali non sono l’unica specie che può creare problemi. Noi operiamo gratuitamente, in prevenzione. Anche i piccioni creano problemi, ad esempio, ai campi di girasole, specie nei periodi di semina. Noi facciamo gestione, per passione nei periodi di caccia, ma anche per necessità collettiva". Galassi parla poi del fratino e delle cornacchie, che "fanno danni alla fauna selvatica nel periodo riproduttivo. Il fratino quest’anno ha nidificato a Civitanova. Le cornacchie e le gazze grigie ad esempio creano problemi". Galassi spiega che in tema di pubblica sicurezza le normative sulle distanze da case e dalle strade sono stringenti: "Non creiamo pericoli. Anche dagli impianti fotovoltaici, che in campagna ci sono, dobbiamo stare lontani almeno 150 metri, così come siamo lontani da case e piste ciclabili. Chi fa ambientalismo serio conosce la nostra attività e sa che salvaguardiamo il territorio per cacciare nel rispetto del calendario venatorio".