Quando il caro energia mette in crisi la solidarietà. La situazione di tensione internazionale e le sue conseguenze sui prezzi di beni e servizi, mettono in ginocchio anche quelle realtà che invece, a povertà e mancanza di risorse necessarie, tentano di porre un argine. Tra queste la Croce Rossa di Arezzo. Il presidente Luca Gradassi lancia l’allarme: il 31 dicembre scadranno alcuni contratti del personale e potrebbero non essere rinnovati. "È una situazione di rincaro che riguarda tutti, ma chi ha meno accusa di più, e chi deve lavorare per determinate cause, come noi, la accusa in un altro modo" spiega.
Basta vedere i prezzi del gasolio: da 1,60-1,65 euro al litro a giugno 2025, stabile fino a gennaio 2026, oggi si arriva a 2,14 euro nonostante l’accisa di 17 centesimi in meno: quasi 60 centesimi in più. Su un pieno da 70-80 litri l’aumento pesa parecchio ad ogni rifornimento, che arriva a costare oltre 170 euro. Ma "Oltre al carburante, che è sotto gli occhi di tutti, ci sono le bollette, le assicurazioni, le manutenzioni dei mezzi: se si va dal meccanico c’è da piangere, cifre che prima erano poche centinaia di euro ora sono diventate assurde".
A differenza di un’azienda, infatti, un’associazione di volontariato deve rispettare paletti e regole che spesso le impediscono di affrontare gli aumenti, costringendola a prendere provvedimenti. E non è bastato nemmeno aver anticipato i tempi con la riqualificazione della centrale termica e l’installazione del fotovoltaico, per ridurre i costi di riscaldamento e sostenere, allo stesso tempo, la missione della Croce Rossa nazionale per la salvaguardia dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici. "Sulla carta tutto quello che doveva venire di beneficio per incrementare i servizi e le risposte non è sufficiente a coprire nemmeno gli aumenti che ci sono stati".









