Dopo l’assalto di fine agosto 2026 con cui l’amministrazione Trump ha preso il controllo di oltre 65 miliardi di barili di riserve provate di petrolio in Venezuela – circa un quinto del patrimonio energetico del Paese – c’è già la fila delle aziende statunitensi pronte a sfruttare a loro vantaggio l’operazione. Il piano esclude fondi pubblici e si appoggia su aziende private e manager strettamente legati all’entourage del presidente, in una riedizione in salsa americana del dominio delle oligarchie che l’Occidente ha stigmatizzato in altre aree del globo.

Tra queste, secondo una inchiesta del Financial Times, sono in corsa North American Blue Energy Partners, società privata controllata dall’imprenditore Alejandro Betancourt, che ha ottenuto concessioni di 100 anni per gestire ed estrarre greggio in 17 giacimenti strategici. La struttura finanziaria vede il Pentagono detenere direttamente il 35% delle quote di Nabep, con gli Usa che mantengono l’opzione di acquistare il 20% del petrolio estratto al puro costo di produzione. Tra i privati statunitensi legati direttamente a Trump e al suo clan Ft annovera Sable Offshore, un produttore di Houston in trattative avanzate per lo sviluppo di nuovi giacimenti. La vicepresidente, Brittany Kelm, ha lavorato fino ad agosto 2026 come consulente senior per il National Energy Dominance Council della Casa Bianca, agendo come collegamento chiave con l’industria petrolifera. Inoltre, nel 2026 Trump ha usato il Defense Production Act per ordinare alla compagnia di riavviare le operazioni offshore in California. C’è poi Primavera, società che ha siglato un accordo di sviluppo petrolifero a inizio settembre 2026. Il co-fondatore, Fred Ehrsam, è l’ex presidente dell’exchange cripto Coinbase che ha donato 1 milione di dollari direttamente al comitato per i festeggiamenti dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca ed è stato nominato a marzo 2026 nel consiglio scientifico e tecnologico della Casa Bianca. Svetta anche Yorkville International Capital, che sta raccogliendo fondi per progetti energetici e minerari in Venezuela ed è guidata da Kevin McGurn che è anche amministratore delegato ad interim di Trump Media & Technology Group, la società della famiglia del presidente Usa che controlla il social Truth, divulgatore dei contenuti dei Maga.