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Nel dubbio accordo che concede agli Stati Uniti la gestione di un quinto delle riserve di petrolio del Venezuela, l’amministrazione di Donald Trump si sta appoggiando a un astuto e controverso imprenditore venezuelano, già indagato per riciclaggio di denaro: Alejandro Betancourt López. Il governo statunitense l’ha scelto per entrare in affari, e ha rilevato una quota del 35 per cento nella sua compagnia petrolifera North American Blue Energy Partners (NABEP).

Gli Stati Uniti si sono affidati a un interlocutore non convenzionale come Betancourt – e viceversa lui è diventato prezioso per loro – a causa della ritrosia delle principali compagnie petrolifere statunitensi ad assecondare i piani di Trump per investire in Venezuela, dove le infrastrutture petrolifere sono stremate da decenni di mancata manutenzione e non ci sono certezze su una transizione democratica.

Betancourt ha 46 anni ed entrature nel regime praticamente impareggiabili. La NABEP è la seconda compagnia petrolifera privata attiva in Venezuela dietro la statunitense Chevron, che mercoledì si è risolta ad annunciare nuovi investimenti per 7 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. Betancourt è stato definito «il fixer di Trump», cioè uno che lo aiuta e gli risolve problemi. Da mesi procaccia affari per le imprese statunitensi, soprattutto nel settore petrolifero.