Nonostante il flop della riapertura della campagna abbonamenti (vendute 200 tessere), la società non cambia strategia. Settori popolari a 45 euro contro il Milan per salvare l'incasso grazie a 15mila tifosi rossoneri

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Lo stadio vuoto, il flop abbonamenti e una tifoseria che non molla di un metro e non ne vuole sapere più di dare soldi al presidente Lotito. Eppure, dall’altra parte, se si esclude il grido d’allarme del ds Fabiani che ha provato a smuovere la coscienza di qualche laziale con la mozione dei sentimenti sotto forma di appello al rientro all’Olimpico, la società non fa nulla per cercare di riconquistare la fiducia dei propri tifosi-clienti. Anzi, è solo una corsa a cercare di limitare i danni economici di un boicottaggio che costerà, tra abbonamenti e presenze allo stadio, almeno 20 milioni al numero uno del club.

Da ieri è cominciata la vendita per la sfida contro il Milan di sabato prossimo alle 18, in quella che sarà la prima gara vera in cui la Lazio, pur essendo a casa sua, giocherà in trasferta. I prezzi per i settori popolari sono alti, 45 euro per curva e distinti, nessuna iniziativa per i laziali, anzi c’è la speranza di riempire tutto il settore ospiti (6mila posti) e di dedicare alla prevedibile invasione milanista anche tutta la curva Maestrelli. Se in totale, come spera il cassiere di Formello, saranno 15 mila i sostenitori rossoneri l’incasso sarà salvo, gli ospiti porteranno almeno un milione di euro considerando anche quelli che saranno presenti in tribuna dove il costo dei tagliandi è molto più alto.