Gli striscioni, le proteste, le critiche, ora anche fatti concreti che creano ovviamente un danno economico. La risposta alla campagna abbonamenti dei tifosi della Lazio per la stagione 2026–2027 è stata durissima: al termine della fase dedicata ai rinnovi, le tessere sottoscritte sono poco più di duemila, un dato che fotografa meglio di qualsiasi contestazione il momento di rottura tra i sostenitori biancocelesti e la società capitanata da Claudio Lotito.

Il confronto con appena un anno fa rende ancora più evidente la frattura: nell’estate del 2025, nonostante il malcontento già diffuso, il mercato bloccato e la mancata qualificazione alle coppe europee, erano stati 29.918 i tifosi che avevano scelto di assicurarsi un posto allo stadio. Oggi, invece, circa 28mila di loro hanno deciso di non rinnovare l’abbonamento, trasformando il mancato acquisto in una forma di protesta nei confronti del club.

I numeri parlano chiaro: oltre il 93% degli abbonati della scorsa stagione ha rinunciato a confermare la propria tessera. Una presa di posizione senza precedenti nell’era di Claudio Lotito, destinata a lasciare l’Olimpico quasi deserto fin dall’inizio del campionato e non soltanto nel corso della stagione, come era accaduto nei mesi scorsi durante l’ultima esperienza di Maurizio Sarri sulla panchina biancoceleste.