Prima di tutto il numero: la campagna abbonamenti per la stagione sportiva 2025-2026, nella quale la Lazio esordirà domenica pomeriggio contro il Como, si è conclusa con la consegna di 29.136 tessere. Si tratta, solo considerando gli anni in cui al timone della società c'è Claudio Lotito (dal 2004-2005), del secondo miglior risultato. Soltanto per la stagione 2023-2024, quella successiva al secondo posto che valse la qualificazione diretta in Champions League, ci fu una partecipazione maggiore: 30.333. Le analogie finiscono qui: quella Lazio viaggiava sulle ali dell'entusiasmo per il ritorno nella principale competizione calcistica europea, questa nell'ultima giornata dello scorso campionato si è vista sfuggire – causa scontri diretti negativi – perfino l'ingresso nella “povera” Conference League a favore della Fiorentina.
Ma c'è di più: questa marea biancoceleste si manifesta nel corso dell'estate più surreale che il tifoso laziale ricordi. Caratterizzata, come è noto, dal blocco del mercato imposto alla società per lo sforamento di parametri che adesso è inutile ricordare (roba da economisti). Il dato dell'abbonamento solitamente riflette, oltre al blasone e al bacino di utenza del club, l'andamento della campagna trasferimenti, che con i suoi nomi in entrata fa schizzare in alto il numero delle tessere. D'estate il tifoso sogna, immagina le prodezze del nuovo acquisto, prova mentalmente la nuova formazione, ne discute sotto l'ombrellone coni rivali. Quest'anno per i laziali tutto questo non è stato possibile: la rosa della prima squadra quella era al termine dello sfortunato Lazio-Lecce, ultimo match della scorsa stagione, e quella è rimasta alla vigilia della prima giornata della nuova serie A.










