Dai megatrend ai segnali deboli, dalle wild card alla protezione delle infrastrutture energetiche: la seconda giornata della VI Università d’Estate sull’Intelligence ha messo al centro la capacità di anticipare il cambiamento e trasformare la conoscenza in decisione, rafforzando il rapporto tra intelligence, istituzioni, Difesa e sistema produttivo

Il futuro è l’unico spazio che non possiamo conoscere e, proprio per questo, è quello sul quale l’Intelligence deve imparare ad agire prima. È il paradosso attorno al quale si è sviluppata la seconda giornata della VI Università d’Estate sull’Intelligence. Una giornata apparentemente divisa tra due temi – gli studi sul futuro e l’energia – ma attraversata in realtà da una sola domanda: come può un sistema-Paese trasformare l’incertezza in capacità di preparazione? La risposta emersa dal confronto è netta: non attraverso la pretesa di prevedere ciò che accadrà, ma costruendo gli strumenti per riconoscere per tempo i cambiamenti, comprendere le alternative, individuare le vulnerabilità e mettere il decisore nelle condizioni di scegliere.

È, in fondo, una diversa idea di Intelligence: non soltanto capacità di conoscere ciò che accade, ma capacità di arrivare prima.