Insieme a Silverstone e Spa, Monza è una delle tre piste iconiche in questa Formula 1 dell’era IA. Per capirne di più tentiamo un immaginario giro di pista con Arturo Merzario, ex pilota Ferrari che qui ha corso (e talvolta vinto) con ogni bolide.Perché Monza è considerata ancora una pista unica?
«Per la storia, è stata costruita 104 anni fa, nel 1922. Quindi per il fascino che emana e per le caratteristiche tecniche: è la più veloce, ma la creazione di tutte quelle chicane l’hanno un po’ rovinata».La partenza e la prima variante saranno tratti fondamentali?
«Al via si forma sempre un imbuto delle monoposto e, alla prima variante, ci sono rischi di incidenti. La gara però non si vince solo lì».
Il tratto verso Biassono e la seconda variante della Roggia sono altri punti caldi del circuito.
«Si inizia il tratto di pista dove preparare i possibili sorpassi alla seconda variante laddove, in passato, ci sono state manovre molto spettacolari».Poi si affrontano i due curvoni: Lesmo 1 e Lesmo 2.












