Monza è qualcosa di più di un semplice gran premio di Formula 1. È storia e leggenda, gloria e anche dolori, imprese esaltanti e mondiali vinti qui, sulla pista più antica del motosport, disegnata nel lontanissimo 1922. L’epos di questo circuito lo rileggiamo in dieci flash con (spesso) la Ferrari che oggi non vince più, protagonista. Un racconto, in dieci anni, che esalta, a cinque giorni dal gran premio di domenica prossima.
1966 Annata epocale per l’Italia e la Ferrari. Ludovico Scarfiotti sulla Rossa 312 vince ed è l’ultimo pilota italiano a centrare l’impresa sul circuito brianzolo. Una curiosità. Scarfiotti vince su un set: a Monza, difatti, il regista John Frankenheimer sta girando Grand Prix, la più bella ed emozionante pellicola dedicata al motorsport.
1970 Trionfa la Ferrari di Clay Regazzoni ma non festeggia. Quell’anno Monza ospita il gran premio più drammatico: Jochen Rindt, uscito di strada alla parabolica con la sua Lotus e morto sul colpo, viene designato campione del mondo postumo perché aveva un vantaggio in classifica enorme.
1975 Tifosi della Rossa in delirio: vince ancora Regazzoni ma Niki Lauda, quarto con la Ferrari 312T, riporta il titolo mondiale a Maranello dopo 15 anni. «È stato uno dei momenti più belli della mia vita da ferrarista», ricorda ancora oggi Luca Cordero di Montezemolo, diesse a Maranello e, poi, presidente negli anni d’oro di Michael Schumacher.











