FIA e Liberty Media dovrebbero erigere un monumento ad Andrea Kimi Antonelli. La parabola dell’italiano è infatti così esaltante e genuina da far passare tutto il resto in secondo piano. Monza è stato l’esempio più classico: un week–end nerissimo per la F1, o meglio, per come è stata ridotta la categoria regina del motorsport, salvato dalla rimonta da sogno di Antonelli, protagonista di una prestazione fenomenale che ha ribadito tutta la consistenza e il talento alla base della parabola del pilota italiano. A questo punto un’avvertenza è doverosa: quanto verrà riportato dal presente articolo non intende in alcun modo sminuire quanto sta facendo Antonelli, il quale, anzi, rappresenta una delle poche note liete in una stagione davvero imbarazzante a causa delle scellerate politiche della Federazione.
I numerosi critici del sistema ibrido attuale delle power unit (50% endotermico, 50% elettrico), tra i quali va annoverata anche buona parte dei piloti, attendevano Monza come uno dei banchi di prova più difficili da superare con le nuove vetture. Circuito velocissimo, con rettilinei lunghi, tra quelli in calendario è forse il circuito meno indicato in assoluto per far girare le monoposto 2026, affamate di energia e costretto a subire tagli di potenza, una volta che la batteria elettrica è prossima all’esaurimento, per poter ricaricare. Un contesto che qualcuno, con spirito sarcastico, ha ribattezzato da Formula Enel.












