Riccardo Renzi
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Le recenti indiscrezioni giornalistiche sull’ipotetico piano “M&M’s” — una strategia basata sull’impiego massiccio di droni a basso costo guidati dall’intelligenza artificiale per destabilizzare lo spazio aereo russo e suscitare il malcontento popolare a Mosca — riportano al centro del dibattito un tema cruciale: la narrazione della guerra dei cieli e i contorni reali della risposta euro-atlantica. Sullo sfondo, gli incidenti sventati nei cieli europei, come i sospetti sabotaggi ed episodi di minaccia presso l’aeroporto di Lipsia, alimentano l’allarme politico in Germania e nelle cancellerie dell’Unione Europea, sollevando interrogativi sulle reali dinamiche della guerra ibrida condotta dal Cremlino.
In un quadro geopolitico complesso, è essenziale scindere le guerre psicologiche e la propaganda dalle dinamiche strategiche consolidate. L’idea che un piano di raid di droni sulle infrastrutture civili o aeroportuali russe possa spingere il popolo di Mosca a una rivolta contro il regime autocratico di Vladimir Putin appare quantomeno velleitaria. Come la storia delle relazioni internazionali e la sociologia dei conflitti insegnano, la pressione prolungata sulle popolazioni civili tende quasi sempre a produrre un effetto opposto: la compattazione della società attorno all’apparato statale e il consolidamento del consenso nazionalista. La resilienza dimostrata storicamente dai regimi autoritari di fronte alle sanzioni o alle azioni dimostrative dimostra che la svolta nel conflitto non si realizzerà tramite scorciatoie tattiche o operazioni di disinformazione.








