"Ero in tribuna a Firenze e i tifosi di casa mi guardavano male dopo il gol, poi ho spiegato che aveva segnato mio figlio" . Pietro Raimondo svela il dietro le quinte di Antonio: "La verifica di matematica ci preoccupava più del suo debutto con Mihajlovic". .Il grande castigatore della Fiorentina, con due gol spettacolari che hanno fatto piangere la curva Fiesole, viene da Ravenna e nell’antica capitale dell’impero ha iniziato a giocare a calcio, quasi per caso. Antonio Raimondo, numero 9 del Frosinone, dopo aver giocato alla prima di campionato contro la Juventus, nello sfortunato ritorno dei ciociari nella massima serie, ha affondato la Viola. Due gol, i suoi primi in serie A in due presenze stagionali mentre in passato aveva già giocato per una manciata di minuti anche con Bologna – anche titolare del suo cartellino – e Venezia, in un’esperienza non proprio fortunata. Ma Antonio Raimondo da Ravenna ha compiuto a marzo 22 anni anche se, viste le esperienze passate, ormai si muove come un veterano.

La famiglia vive ancora a Ravenna, il padre Pietro, in Guardia di Finanza – nella caserma di via Alberoni – e la madre Rossella. Mentre, dopo aver compiuto tutta la trafila nelle giovanili del Ravenna, il fratello di Antonio, Tommaso (18 anni tra pochi giorni) è appena passato alla Primavera dell’Ascoli, neopromosso in serie B, dopo la lotta con Arezzo e Ravenna nella passata stagione. Pietro Raimondo ha vissuto da vicino la doppietta del figlio contro la Fiorentina, da una posizione piuttosto scomoda, almeno per i vicini di posto.