di Giampaolo

Nell’estate del 2002, dalle ceneri del fallimento dell’ACF Fiorentina, nacque la Florentia Viola in Serie C2. Per l’attacco, la dirigenza doveva scegliere il bomber a cui affidare la rinascita: il duello di mercato fu tra Giovanni Prisciandaro e Christian Riganò. La scelta cadde sul bomber di Lipari, reduce da 27 gol con il Taranto. Fu l’inizio di una favola straordinaria, fatta di gol a grappoli, una doppia promozione fulminea fino alla Serie A sotto la guida di Emiliano Mondonico e un amore viscerale per la città, tanto da spingere Riganò a stabilirsi a Firenze a fine carriera.

Bomber, partiamo dall’estate 2002. Cosa la convinse a firmare?

"La risposta è semplice: la storia. Quando ti chiama una piazza come Firenze, la categoria non conta più. Sapevo che la città stava soffrendo per un’ingiustizia enorme, il fallimento era una ferita aperta. Per me, che avevo passato anni tra i dilettanti e sui pontili a fare il muratore, quella chiamata rappresentava l’occasione della vita. Non ho pensato ai rischi, ho pensato solo che avrei indossato una maglia gloriosa. C’era un popolo intero da trascinare e io avevo una fame incredibile di gol e di riscatto".

Il ds Giovanni Galli la scelse dopo una lunga riflessione, preferendola a Giovanni Prisciandaro, un altro bomber di culto della categoria...