A vent'anni dall’ideazione di Italo, Luca Cordero di Montezemolo è sicuro di tre cose: il treno è il mezzo del futuro europeo, serve un’Unione Europea più forte che metta in sicurezza i suoi cittadini (il caso vuole che Montezemolo sia nato lo stesso giorno di Altiero Spinelli) e occorre che in Italia qualcuno cominci a parlare di cosa vuole fare “domani”.
Il presidente di Italo comincia così la sua intervista esclusiva a Milano Finanza, all'indomani dell'avvio della campagna di Germania, dove la società privata di trasporti ferroviari proverà a portare la concorrenza, con treni nuovi di zecca, blu nazionale, accordi e commesse pluridecennali per le aziende tedesche, duemila posti in più per i lavoratori dei lander.
«So che affronteremo le difficoltà di chi entra in un mercato con un solo operatore come quello ferroviario tedesco, ma abbiamo le spalle grosse e se penso a quello che abbiamo passato in Italia, quando sfidammo il monopolio delle Ferrovie dello Stato, so che ce la faremo anche in Germania.
Siamo partiti nel 2012 con quattro dipendenti, uno ero io, ma l’idea mi venne per la prima volta vent’anni fa, nel 2006, dopo un colloquio con il mio amico Gianni Punzo», afferma.
Domanda.








