di
Daniele Manca
L’imprenditore: in programma 3,6 miliardi di investimenti in Germania
«Noi siamo stati sempre un Paese aperto. È giusto che anche la Germania e non solo, lo sia. È anche così che si fa l’Europa». Luca Montezemolo si appresta a una nuova avventura. Che quasi mai per lui sono esclusivamente di puro business. Quando, dopo la scomparsa di Giovanni e Umberto Agnelli, fu chiamato alla presidenza della Fiat permise a Sergio Marchionne di avviare quel lavoro di risanamento che rimise in gioco il gruppo di Torino nel pieno di un processo di salvataggio e rilancio con il sostegno delle maggiori banche italiane. E alla guida della Ferrari impose il made in Italy oltre che sui mercati anche in quella Formula uno che grazie al Cavallino e con campioni come Niki Lauda e Michael Schumacher divenne man mano uno sport sempre più popolare e amato. E poi il passaggio in Confindustria quando il Paese sembrava andare verso la polarizzazione anti impresa. Oggi, come spiega l’autorevole quotidiano tedesco Faz, è il volto simbolo, se non quello operativo, dello sbarco di Italo in Germania.
Una nuova avventura...«Ma sì perché ascolti Draghi, ascolti il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, e tutti dicono in fondo una cosa sola: il tempo delle teorie è durato abbastanza ora si deve fare l’Europa con i fatti».






