Il Consiglio dei Ministri ha prorogato fino a giovedì 10 settembre lo sconto sulle accise sul gasolio, cioè le imposte di importo fisso pagate su ogni litro di carburante. Lo sconto è pari a 17 centesimi al litro, tra riduzione delle accise e conseguente calo dell’IVA (che è calcolata sul prezzo complessivo, accise incluse). Senza la proroga lo sconto sarebbe terminato il 5 settembre. La benzina continuerà a essere pagata a prezzo pieno.

È il quattordicesimo provvedimento che prevede uno sconto sulle accise da quando è cominciata la guerra in Medio Oriente a fine febbraio. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Ambiente nell’ultima settimana di agosto il prezzo medio di un litro di gasolio è stato di 2,12 euro, mentre quello di un litro di benzina 2,01 euro. Rispetto al mese di gennaio, quello prima dell’inizio della guerra, la benzina è aumentata di circa il 22 per cento, mentre il gasolio più del 25 per cento.

Per finanziare lo sconto sono stati necessari 60 milioni di euro, raccolti con il sistema delle “accise mobili”. È un meccanismo che funziona così: quando i prezzi dei carburanti crescono, aumenta in proporzione anche l’IVA incassata dallo Stato, che si impegna a usare questo extra gettito incassato nel periodo dei rincari per ridurre le accise nel periodo successivo. La riduzione è una cifra “mobile”, perché è proporzionale alle entrate ottenute con l’IVA.