Da oltre quarant'anni a Buenos Aires e dintorni si afferma che "las Malvinas son argentinas". Nonostante la distanza di quelle isole, in pochi hanno dimenticato la guerra che all'inizio degli anni Ottanta vide contrapposti il Regno Unito e l'Argentina per quello che attualmente è un territorio d'oltremare britannico chiamato Isole Falkland e che invece gli argentini rivendicano come proprio e chiamano isole Malvine. Cosa che fa anche il presidente Javier Milei, che dalla Casa Rosada registra uno dei messaggi più importanti alla nazione: "Sono argentine per storia e per diritto, non c’è niente da discutere”. Buona la prima, senza ulteriori aggiustamenti, in segno di sicurezza. Un discorso breve, un quarto d’ora circa, con cui il presidente argentino rivendica la potestà sulle isole Malvinas sotto controllo del Regno Unito dal 1833. “Non basta sostenere la nostra rivendicazione. Lo Stato argentino ha l’obbligo di ricorrere a tutti gli strumenti diplomatici, economici, giudiziari e legali a sua disposizione per difendere la nostra sovranità e le nostre risorse”. Non c'è spazio per l'opzione militare nelle parole di Javier Milei che pure ha ricevuto nei giorni scorsi il sostegno politico di Donald Trump per l'operazione Falkland-Malvinas.