Per gli inglesi sono, e rimarranno per sempre, le Isole Falkland, territorio d'oltremare del Regno Unito.
Invece per gli argentini, tutti, di destra e di sinistra, di ieri e di oggi, si chiamano Malvinas. E anche secondo la Costituzione, fanno parte integrante del loro territorio nazionale. Da oltre un secolo questo arcipelago sperduto nell'Atlantico meridionale, disabitato, a circa 4.000 km dal Polo sud, è conteso tra Londra e Buenos Aires. E neanche una guerra, tanto sanguinosa quanto assurda, ben 44 anni fa, ha risolto definitamente la questione.
Era il 2 aprile 1982 quando l'esercito della dittatura argentina invase l'arcipelago. La reazione del governo britannico fu inaspettatamente assai decisa: il primo ministro Margaret Thatcher inviò navi da guerra, un sottomarino nucleare, aerei e truppe che in alcune settimane riconquistarono il territorio. Dopo due mesi e dodici giorni di duri combattimenti, il 14 giugno, le isole tornarono sotto il controllo di Sua maestà: le truppe argentine subirono una umiliante sconfitta e il bilancio finale fu di quasi mille caduti, 255 britannici e 649 argentini. Quei giovani morti in battaglia restano tuttora nell'immaginario collettivo di tutto il popolo argentino dei martiri, degli eroi. Sono chiamati "los pibes" i ragazzi delle Malvine. A loro Maradona dedicò i gol contro l'Inghilterra nel 1986, E uno dei canti più celebri, nati dopo la vittoria dell'ultimo mondiale in Qatar, "muchachos" recita proprio "non li dimenticheremo mai". Ancora oggi i tifosi esortano la 'Albiceleste' a vincere la quarta coppa per "il Diego" e per "los pibes".












