Dopo l'Esercito, ora tocca alla Polizia di Stato. Il Fronte antifascista, guidato dal coordinatore nazionale Antonio Fiumefreddo, avvocato del foro di Catania, ha depositato un'integrazione alla denuncia già presentata alla Procura di Roma, chiedendo di verificare se tra iscritti, dirigenti, coordinatori territoriali e attivisti di Futuro Nazionale - il partito fondato dal generale Roberto Vannacci - vi siano anche appartenenti in servizio alla Polizia di Stato o ad altri corpi di polizia a ordinamento civile.
L'iniziativa segue di pochi giorni quella del Sindacato dei Militari, da cui erano scaturiti gli accertamenti preliminari avviati dalla Procura militare di Roma, coordinata dal procuratore Marco De Paolis, sulla presenza di appartenenti alle Forze Armate nella struttura organizzativa del partito. Una procura, quella militare, che ha precisato come al momento non sia stata disposta «alcuna formale iscrizione nel registro delle notizie di reato», né risulti avviata un'indagine penale nei confronti di Vannacci. Parallelamente, un secondo esposto — depositato dal Sindacato dei Militari il 28 agosto, due giorni prima di quello inviato alla procura militare - è finito anche alla Procura ordinaria di piazzale Clodio, con l'accusa, tutta da verificare, di ricostituzione del partito fascista e violazione della legge Scelba nei confronti di Vannacci, del coordinatore nazionale e del responsabile del programma di Futuro Nazionale.











