Ad aprire la Settimana della critica, fuori concorso, è un’opera prima italiana. Il Grande Giaffa, debutto di Marco Santi con protagonista Edoardo Pesce è una commedia nera, un noir dell’anima, un romanzo di formazione con protagonista un adulto che non è ancora cresciuto. Giacomo è un uomo incapace di trovare un suo posto nel mondo, vorrebbe solo essere amato dalla compagna e diventare un punto di riferimento per il figlio di lei, un bambino viziato a cui stanno organizzando la festa di compleanno. Sarà l’incontro con il carismatico Grande Giason, un misterioso artista che arringa le folle e fa il tutto esaurito a teatro, a dare inizio a una lunga notte in cui il confine tra identità e illusione si sfuma sempre più.
"La scintilla per il film è nato con il personaggio – spiega il regista – ho pensato a questo tipo Giacomo Gianfalta detto Giaffa, il nome è arrivato come prima cosa, perché mi faceva ridere. Mi sono innamorato di questo personaggio un po’ inetto, un po’ alienato in una società dove tutti cercano di farsi notare sempre di più, di avere successo”. Il film è girato a Cuneo ma l’ambientazione è un po’ fuori dal tempo, dallo spazio, in una provincia indefinita e sospesa. “L’obiettivo – conferma Santi – era dare alla storia una dimensione atemporale, pur restando agganciata al presente, e ambientarla in un luogo non definito. Penso che tratteggiando in questo modo una provincia del nord Italia abbiamo dato alla storia un respiro più ampio. Ci siamo tenuti vaghi perché il luogo della storia era molto meno importante della storia stessa”.












