La situazione politica in Italia è grave, ma non è seria. Lo sosteneva Ennio Flaiano, lo ribadisce oggi Roberto De Paolis Maino con il suo Serpenti, commedia grottesca sulle assurdità burocratiche, sociali e umane del nostro Paese, al cinema dal 10 settembre. Scritta con Damiano e Fabio D’Innocenzo – la prima stesura della sceneggiatura risale a ben dieci anni fa - vede Leonardo Lidi protagonista nei panni del kafkiano Paolo Marra, un uomo che ha ucciso la moglie e vuole costituirsi. Peccato che nessuno lo prenda sul serio o sembri davvero preoccuparsene. «Il film cerca di riflettere sul senso di colpa di un uomo verso un terribile crimine che ha commesso e che vuole pagare, ma si trova di fronte a un commissariato che di fatto rappresenta la nostra società», spiega De Paolis Maino. Un poliziotto cialtrone prima e un avvocato spregiudicato poi (interpretati dai talentuosi Alessandro Borghi e Pietro Castellitto, ndr) prendono molto sotto gamba questo dramma, il secondo arriva a dare consigli del tutto immorali pur di evitare il carcere, con un monologo dal cinismo rabbrividente, e pertanto verosimile.

«Non è un film che vuole raccontare l’atto del femminicidio – prosegue il regista - ma la reazione della società circa la responsabilità». Responsabilità che riguardano tutti, sottolineano i D’Innocenzo: «Il dramma allontana e giudica, noi preferivamo ridere di quei personaggi che siamo noi, con un grande senso di imbarazzo: i loro errori sono i nostri. E raccontare la frustrazione del protagonista che è la nostra, di quando non riuscivamo a esordire e a fare nulla». Ma è legittimo oggi far ridere su una storia di femminicidio? Secondo Valeria Golino, che nel film interpreta una cartomante pronta a elargire cattivi consigli, questo è «il momento perfetto per fare satira sociale, ora che si dice che non si può più dire o fare nulla, forse è l’inizio di un nuovo cinema italiano impegnato anche in questo senso, una nuova onda di cinema che si interessa al sociale in un modo nuovo, non in maniera sociologica: ci manca un cinema obliquo e rocambolesco, infatti non è stato facile mettere in piedi questo film e convincere i produttori».