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Fanno riflettere alcune sue affermazioni, in cui resiste con forza al processo di revisione della cultura woke, o almeno dei suoi eccessi
Intervistata da Simonetta Sciandivasci per La Stampa, Jane Fonda (ospite a Venezia della Biennale Cinema 2026) rivendica con forza il suo ruolo di attivista. E ad alcune domande ribatte con affermazioni che fanno riflettere. Quando le viene chiesto se il woke sia morto, risponde che lo è soltanto nel cuore di Donald Trump e JD Vance, e che chi parlava prima del woke ora lo fa di meno solo perché ha paura; l’intervistata non viene minimamente sfiorata dal dubbio che proprio il woke abbia contribuito non poco alla rielezione di Trump e dunque alla nomina di Vance: negli Usa era diventato quasi impossibile conversare, perché anche una domanda come “E tu da dove vieni?” era considerata una micro-aggressione e chissà,...













