Jane Fonda ha lanciato un duro monito sulla tutela della libertà di espressione negli Stati Uniti. L’attrice e attivista è intervenuta domenica sera a New York durante Rise up, sing out: A concert for the First Amendment, evento organizzato dal Committee for the First Amendment, associazione da lei rilanciata recentemente per promuovere la difesa dei diritti garantiti dal Primo Emendamento della Costituzione americana.
Nel suo discorso, Fonda ha accusato il governo e i suoi alleati di limitare la libertà artistica e culturale: “In questo momento il governo e i suoi sostenitori stanno sistematicamente violando il Primo Emendamento per mettere a tacere gli artisti”, ha dichiarato dal palco del Town Hall, citando la chiusura o il ridimensionamento di istituzioni culturali, i tagli ai finanziamenti per musei e arti, il divieto di alcuni libri e la cancellazione di programmi televisivi condotti da voci critiche.
L’attrice ha inoltre criticato il ruolo delle grandi aziende, accusandole di non opporsi a queste dinamiche: “Tutto questo viene permesso da corporazioni codarde”, ha affermato, senza però indicare nomi specifici.
L’appello alla mobilitazione
Rivolgendosi al pubblico, Fonda ha ringraziato i presenti per il sostegno alla missione del comitato, che punta a difendere la libertà di espressione da repressioni governative, intimidazioni e complicità dell'industria culturale. Ha sottolineato come tali diritti debbano essere garantiti a tutti, indipendentemente dall'appartenenza politica.












