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Al Generale il nero porta bene e anche stavolta l'accusa di fascismo potrebbe essere un boomerang per i suoi detrattori. Neanche il tempo di appuntarsi al bavero della giacca la medaglia del Financial Times, che l'aveva definito "Il cavallo di Troia russo" che "mette alla prova Meloni", è arrivato un altro assist per Vannacci. Il Sindacato dei Militari, il cui segretario generale è Luca Marco Comellini, coadiuvato dall'avvocato Massimo Strampelli ha depositato un esposto-denuncia presso il Tribunale Militare di Roma. Oggetto: verificare la possibile violazione della Legge Scelba e l'ipotesi della ricostituzione del partito fascista. Secondo chi denuncia ci sarebbero una serie di convergenze tra i contenuti programmatici di "Futuro Nazionale" e alcune caratteristiche proprie del fascismo storico. Più nello specifico: la retorica della superiorità nazionale, la visione gerarchica e non pluralistica della società, la sacralizzazione della figura del "capo" e la sistematica delegittimazione delle istituzioni di garanzia. Questo riguarda sia il B.I.P. (Base Ideologica e Programmatica del partito) che il "Piano Remigrazione" in cui si prefigurano espulsioni collettive anche nei confronti di cittadini stranieri in regola con le norme vigenti sul soggiorno. Una misura che, secondo il Sindacato dei Militari, "oltre a sollevare gravi dubbi di legittimità costituzionale, appare in netto contrasto con il Protocollo 4 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (Cedu) che vieta le espulsioni collettive di stranieri". Mentre nel B.I.P. si prevede l'impiego permanente delle Forze armate con funzioni di polizia giudiziaria nelle "zone rosse", ossia quelle aree urbane a maggior rischio sotto il profilo della sicurezza. Ma anche l'introduzione di moduli obbligatori di educazione militare nelle scuole pubbliche. Un progetto che, secondo il Sindacato dei Militari, "snatura la funzione costituzionale delle Forze Armate e strumentalizza il modello militare per finalità di controllo civile e di indottrinamento giovanile, ledendo il principio di distinzione tra sfera militare e ordinamento civile-democratico".













