Il Toro nuovo si vedrà da un po’, adesso da mettere in cascina sono essenzialmente i punti dopo la partenza falsa. La sfida di Firenze contro una squadra con gli stessi problemi può rappresentare l’inizio del campionato, oppure essere un’altra spia che si accende sul cruscotto di Ignazio Abate. Che guarda alla concretezza. «Non abbiamo avuto tanto modo di lavorare sul campo - ha detto l’allenatore granata in conferenza stampa -, ma sul campo si respira l’energia giusta ed entusiasmo, siamo pronti per domani. La Fiorentina è l’esempio lampante che quando crei un nuovo progetto c’è bisogno di tempo, viviamo la stessa situazione, ma non dimentichiamoci chi affrontiamo: sono una squadra forte, sarà una trasferta molto difficile, ma noi abbiamo voglia feroce di farla nostra la partita». Prima dei nuovi, conteranno le motivazioni e la voglia di fare gruppo per una squadra cambiata tanto e che dagli uomini del mercato aspetta la forza giusta per scalare le marce. Ma sarà un processo per il quale ci vuole tempo. L’unico che probabilmente giocherà dall’inizio è Rolando Mandragora. «E’ il più pronto - fa il check up Abate -, Braganca ha spessore ma non ha fatto tanti allenamenti con la squadra. Patterson l’ho visto abbastanza bene ma ha svolto solo una seduta, Belghali ha bisogno di tempo, ma ha una struttura fisica che gli permette di entrare in forma velocemente. Rodriguez? Lo conosco benissimo, ha valori morali molto alti, si è allenato sempre ma da solo oppure con la squadra sono mondi opposti: avrà bisogno di 10 giorni». E allora il riscatto del Torino passerà soprattutto dai “vecchi” in questo periodo, poi dopo la pausa del campionato si potranno vedere meglio quei cambiamenti che l’allenatore ha in testa. Simeone è una certezza in ogni caso, ma anche un attaccante da stimolare. «L’aspetto difensivo e offensivo viaggiano di pari passo, se si difende bene si sviluppa meglio, gli uomini e i moduli lasciano il tempo che trovano. Del Cholito ha massima fiducia, di certo la squadra può servirlo meglio e lui può dare di più, ma tutto passa dalla fase difensiva. Zapata? Dopo la Coppa il ginocchio si è un po’ gonfiato, ha rallentato un po’ il ritmo ma il mio obiettivo è farlo giocare sempre di più». L’obiettivo di Abate è trovare un Toro più quadrato e soprattutto meno vulnerabile, insomma quell’equilibrio che ancora non c’è. «La nostra crescita passerà dalla fase difensiva, dobbiamo alzare il livello di squadra e nei singoli, dobbiamo percepire più il pericolo, forse in questo momento non abbiamo la costanza e la forza per un’aggressione ultra offensiva. La squadra deve capire le varie altezze. Ma abbiamo coraggio, non prendere gol è un desiderio che dobbiamo costruire ferocemente. Possiamo leggere alcune situazioni in modo migliore, non avvertiamo pericolo».
Toro, Abate: “Pronti per il riscatto con la Fiorentina”. Mandragora dal 1'
Il Toro nuovo si vedrà da un po’, adesso da mettere in cascina sono essenzialmente i punti dopo la partenza falsa. La sfida di Firenze contro una squadra con gli stessi problemi può rappresentare l’inizio del campionato, oppure essere un’altra spia che si accende sul cruscotto di Ignazio Abate. Che guarda alla concretezza. «Non abbiamo avuto tanto modo di lavorare sul campo - ha detto l’allenatore granata in conferenza stampa -, ma sul campo si respira l’energia giusta ed entusiasmo, siamo pronti per domani. La Fiorentina è l’esempio lampante che quando crei un nuovo progetto c’è bisogno di tempo, viviamo la stessa situazione, ma non dimentichiamoci chi affrontiamo: sono una squadra forte, sarà una trasferta molto difficile, ma noi abbiamo voglia feroce di farla nostra la partita». Prima dei nuovi, conteranno le motivazioni e la voglia di fare gruppo per una squadra cambiata tanto e che dagli uomini del mercato aspetta la forza giusta per scalare le marce. Ma sarà un processo per il quale ci vuole tempo. L’unico che probabilmente giocherà dall’inizio è Rolando Mandragora. «E’ il più pronto - fa il check up Abate -, Braganca ha spessore ma non ha fatto tanti allenamenti con la squadra. Patterson l’ho visto abbastanza bene ma ha svolto solo una seduta, Belghali ha bisogno di tempo, ma ha una struttura fisica che gli permette di entrare in forma velocemente. Rodriguez? Lo conosco benissimo, ha valori morali molto alti, si è allenato sempre ma da solo oppure con la squadra sono mondi opposti: avrà bisogno di 10 giorni». E allora il riscatto del Torino passerà soprattutto dai “vecchi” in questo periodo, poi dopo la pausa del campionato si potranno vedere meglio quei cambiamenti che l’allenatore ha in testa. Simeone è una certezza in ogni caso, ma anche un attaccante da stimolare. «L’aspetto difensivo e offensivo viaggiano di pari passo, se si difende bene si sviluppa meglio, gli uomini e i moduli lasciano il tempo che trovano. Del Cholito ha massima fiducia, di certo la squadra può servirlo meglio e lui può dare di più, ma tutto passa dalla fase difensiva. Zapata? Dopo la Coppa il ginocchio si è un po’ gonfiato, ha rallentato un po’ il ritmo ma il mio obiettivo è farlo giocare sempre di più». L’obiettivo di Abate è trovare un Toro più quadrato e soprattutto meno vulnerabile, insomma quell’equilibrio che ancora non c’è. «La nostra crescita passerà dalla fase difensiva, dobbiamo alzare il livello di squadra e nei singoli, dobbiamo percepire più il pericolo, forse in questo momento non abbiamo la costanza e la forza per un’aggressione ultra offensiva. La squadra deve capire le varie altezze. Ma abbiamo coraggio, non prendere gol è un desiderio che dobbiamo costruire ferocemente. Possiamo leggere alcune situazioni in modo migliore, non avvertiamo pericolo».













