Roma, 4 set. (askanews) – Secondo il rapporto OIV pubblicato nel maggio 2026, il consumo globale di vino ha raggiunto nel 2025 il livello più basso dal 1957. Il dato arriva in una fase in cui il vino italiano esprime una qualità molto alta, valorizza sempre più i territori e dimostra una capacità di racconto sempre più evoluta. È qui che emerge un paradosso culturale prima ancora che commerciale. Questo patrimonio riesce davvero ad arrivare alle persone? Com’è possibile che il vino, pur facendo parte da sempre delle nostre tavole e della nostra cultura, continui spesso a essere percepito come un mondo difficile, distante o riservato agli intenditori?
È da questa domanda che nasce “ENOTURISMO URBANO. Il ponte tra cantine e città, dalle Botteghe Esperienziali Botlé alla tecnologia Rewine, la nuova frontiera del vino in città” di Gaetano Lanza, in uscita oggi per Bruno Editore. Il libro formalizza il concetto di Enoturismo Urbano e individua uno spazio di mercato ancora poco presidiato tra territori vitivinicoli e vita quotidiana urbana.
Lanza presenta l’Enoturismo Urbano come un ponte concreto tra cantine e città, fondato su nuovi spazi urbani, relazione umana e tecnologie interattive capaci di avvicinare invece di allontanare. Questa visione prende forma in un modello imprenditoriale già sperimentato, pensato per rendere il vino più comprensibile e trasformare la degustazione urbana in un’autentica esperienza di scoperta.








