HomeVareseCronacaSovraffollamento, aggressioni e violenze: gli agenti del carcere di Busto Arsizio non ne possono più. “Pronti allo stato di agitazione”Il penitenziario ha un tasso di sovraffollamento superiore al 200 per cento. "Così non si può più andare avanti, intervenga il provveditorato”. A giugno un detenuto ha tentato di strangolare un poliziottoIl carcere di Busto Arsizio è fra i più sovraffollati d'ItaliaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciBusto Arsizio (Varese), 3 settembre 2026 – Sovraffollato, per molti aspetti fatiscente e pericoloso. Non tanto (e non solo) per i detenuti ma per gli agenti della polizia penitenziaria, che si trovano sotto organico a gestire una struttura penitenziaria con un numero di detenuti di gran lunga superiore a quello consentito, e spesso oggetto di vessazioni e aggressioni da parte dei detenuti, di cui una quota importante sono psichiatrici. Ce n’è abbastanza per spingere i sindacati della polizia penitenziaria – in primis il più importante che è il Sappe – a minacciare di proclamare lo stato di agitazione se i problemi del carcere cittadino non verranno al più presto affrontati.
La denuncia
“Sopportiamo aggressioni, a volte anche serie e che richiedono giorni di malattia o ricovero in ospedale, da parte di detenuti che siamo costretti a gestire sotto organico, o con un carico di fatica spropositato a causa dei turni massacranti e per il fatto che siamo costantemente sotto organico”, denunciano i rappresentanti sindacali della casa circondariale bustocca. Accanto al Sappe, ci sono anche le altre sigle sindacali come Siappe, Osaps, Fns Cisl e Uil Fp. Il malessere che denunciano le guardie carcerarie è profondo e ha radici antiche. “Ci vengono chiesti prolungamenti dei turni per coprire i vuoti in organico, sacrifici, in un contesto che è continuamente sotto pressione oltre che delicato per sua stessa natura”. La struttura bustocca è nella lista nera delle peggiori carceri italiane







