La legge contro l’ultra-fast fashion, entrata in vigore martedì, non è "discriminatoria" e serve prima di tutto a "proteggere l’ambiente e i consumatori", ha dichiarato giovedì a Euronews una fonte dell’ufficio del Commercio estero e dell’Attrattività, che fa capo al ministero degli Affari Esteri, in risposta alle accuse mosse da Pechino.

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"È nell’interesse di tutti, compresa la Cina, avere un rapporto disteso con la Francia, con l’Unione europea, e relazioni commerciali corrette", ha precisato questa fonte.

Nel corso di una conferenza stampa giovedì, la portavoce del ministero cinese del Commercio, Huang Ling, ha chiesto la sospensione della nuova legge francese cosiddetta "anti fast-fashion", approvata lo scorso luglio ed entrata in vigore martedì.

Ha in particolare accusato la Francia di strumentalizzare i criteri ambientali e di sostenibilità per instaurare di fatto un trattamento a due velocità, violando potenzialmente le regole di non discriminazione dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC).