La sicurezza dello Stato passa sempre più dalla capacità di mettere in rete magistratura, intelligence e strutture specializzate. È questo il filo conduttore emerso a Soveria Mannelli, nel Catanzarese, durante il convegno “Intelligence e magistratura: la collaborazione necessaria”, organizzato dalla Società italiana di intelligence.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma Giuseppe Amato e il direttore generale del Dis, Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Vittorio Rizzi, che hanno affrontato due fronti particolarmente delicati: la cybersicurezza e la tutela del processo democratico ed elettorale.
Amato: “Non ci deve essere diffidenza”
Per Giuseppe Amato, la cooperazione tra magistratura e servizi di intelligence è ormai una necessità. “Penso che la collaborazione tra magistratura e servizi di intelligence oggi sia assolutamente necessaria. Non ci deve essere diffidenza perché la legge 124 del 2007, che disciplina l’attività dei servizi di intelligence, è assolutamente garantista e dà spazi molto forti al controllo”, ha dichiarato il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma.
Un rapporto che, secondo Amato, deve svilupparsi nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento, ma senza trasformare i controlli in un ostacolo alla collaborazione tra istituzioni.








