Pochi giorni dopo aver battuto il record dei suoi predecessori diventando la segretaria dem più longeva della storia del partito, Elly Schlein si racconta al direttore Emilio Carelli nella copertina del nuovo numero de L’Espresso. Sorriso aperto e sguardo all’orizzonte, Schlein sa di essere “l’alternativa” più concreta ai quattro anni «buttati» dal governo di Meloni, a cui «non faremo il favore di dividerci». Il riferimento è all’alleanza che unisce Pd, M5s e Avs, per la quale confida in un programma condiviso e coeso tra lavoro, sanità, scuola e diritti. Ma nel campo largo rimangono ancora parecchi dubbi: il principale, come evidenzia Sebastiano Messina, è capire se questo programma debba essere deciso prima o dopo la scelta del candidato premier (o, come argomenta Massimiliano Panarari, un federatore). Che per Schlein si trasforma in una doppia sfida: quella, evidenziata da Marco Antonellis, di mantenere la leadership del partito anche dopo l’assemblea nazionale di metà mese. E intanto, il dibattito su cosa dovrebbe o non dovrebbe essere la sinistra si affolla di sedicenti guru, ideologi e pensatori. Con la pretesa di consigliare, assistere e supportare, finiscono per sfibrare decisori già indecisi. Ne scrive il vicedirettore Enrico Bellavia. Tutto questo in un quadro economico che chiede molte risposte alle domande sollevate da Sergio Rizzo (il risparmio delle Camere che non si vede) e da Riccardo Renzi (l’efficienza dei finanziamenti ai comuni). Nel frattempo, Federica Bianchi nota che l’esigenza di ristabilire i diritti umani in risposta alla deriva negazionista statunitense è avvertita da sempre più Paesi europei – tranne che nella Sassonia-Anhalt, dove alle elezioni regionali del 6 settembre il candidato dell’Afd è dato favorito ai sondaggi. Una deriva che, scrivono Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni, è stata incentivata negli Stati Uniti dagli eccessi del woke, termine di cui Giacomo Marramao ricostruisce la storia, e Gennaro Tortorelli il suo sequestro da parte della destra. Intanto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, padre Gabriel Romanelli e padre Ielpo raccontano a Stefano Paci la loro prospettiva sulla pace dalle loro esperienze rispettivamente a Gerusalemme, Gaza e in Terra Santa. Daniele Mastrogiacomo scrive delle tensioni nella Siria post-Assad; il fotografo Nick Brandt parla ad Alice Dominese della sua mostra che documenta gli effetti dei cambiamenti ambientali su popoli e animali; Monica Pelliccia e Alice Pistolesi ci portano a Capo Verde con i Guardiani del Mare che salvaguardano la fauna marina.Le pagine dell'economia si aprono con un approfondimento di Alasdhair Macgregor Hastie sulla pubblicità e la sua trasformazione in Italia, dal Carosello alla comunicazione social. Giampiero Moncada ci illustra invece le nuove direttive europee sui viaggiatori aerei, dopo un'estate funestata da ritardi e cancellazioni. Il tema caldo della tassazione sugli extraprofitti viene affrontato da Carlo Cottarelli, e verrà poi toccato anche da Davide Tabarelli e Felice Florio in un colloquio nel quale il tema principale è l'aumento dei prezzi del petrolio dovuto alla crisi di Hormuz.Claudia Bugno illustra le regole per un perfetto curriculum, mentre Marco Montemagno racconta i paradossi della robotica, capace di superare Bolt in velocità ma non di impugnare un martello. Con l’album di Tiziana Faraoni torniamo alla cacciata dei nazisti del 1944 vista da Parigi.Il tema dell’Ia riprende sulle pagine di attualità, con il reportage da Tokyo di Tommaso Gioia sugli hikikomori che non hanno interazioni sociali fuori dalla propria casa ma si limitano a parlare e confidarsi con i chatbot. Lucrezia Tiberio racconta del flusso crescente di denaro inviato dai migranti alle proprie famiglie, da più di 900 miliardi di dollari. Dalla Sicilia, a Corleone, Alan David Scifo racconta un paese che lotta per superare gli stereotipi, mentre Raffaella Fanelli ripercorre il rapimento del piccolo Farouk nel 1992, dialogando con l'esecutore Matteo Boe. È il Festivaletteratura ad aprire la sezione della cultura, con un articolo di Sabina Minardi che celebra i trent'anni della manifestazione. Flavio Natalia racconta di “Imperium", nuovo documentario di Sergei Loznitza, fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, mentre Fabio Ferzetti approfondisce l'arrivo in laguna del film “Scarpe rotte" di Roberta Torre e del documentario su Carla Lonzi diretto da Francesca Archibugi. Con Javier Bardem a Venezia esploriamo temi delicati, da Gaza al "machismo spagnolo", in un articolo a cura di Claudia Catalli. Valeria Verbaro approfondisce l'uscita di “L'ultima notte di Marco", scritto da Giulio Golia e Francesca di Stefano, sulla tragica morte di Marco Vannini. La sezione cultura si chiude con Bruno Ployer a colloquio con la direttrice d'orchestra Speranza Scappucci, già considerata una "superstar" internazionale.
L'alternativa - Cosa c'è sul nuovo numero de l'Espresso
Il settimanale, da venerdì 4 settembre, è disponibile in edicola e in app







