Confermando un trend che già era venuto alla luce nel corso del 2025 soprattutto grazie al boom dell’energia solare, le emissioni in Cina continuano a far registrare un calo. Come riporta oggi il sito specializzato Carbon brief, ormai siamo di fronte a una svolta storica nella dinamica climatica di Pechino, considerando che anche nel secondo trimestre del 2026 le emissioni di anidride carbonica del Paese hanno registrato un calo dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Inoltre, per la prima volta in assoluto, questo decremento non è stato causato da una contrazione nell’uso del carbone (notizia di ieri: superato per la prima volta dal fotovoltaico), ma da una drastica e imprevista riduzione del consumo di prodotti petroliferi. Fino a oggi, le oscillazioni al ribasso delle emissioni cinesi erano infatti sempre state strettamente collegate al rallentamento delle centrali a carbone o del settore industriale pesante, mentre ora a giocare un ruolo in queto risultato è stato in particolare un altro fattore. Esterno alla Cina.

A determinare questa riduzione del petrolio, pari a un complessivo -9% con un crollo del 16% nel settore dei trasporti, sono stati molteplici fattori concomitanti. Tra questi spiccano le interruzioni delle forniture di greggio provocate dalla crisi nello Stretto di Hormuz. Tuttavia, la mobilità complessiva dei cittadini non ha subito contrazioni significative: la richiesta di spostamenti è stata infatti assorbita in misura crescente dall’espansione dei veicoli elettrici, della rete ferroviaria e del trasporto pubblico cittadino. I volumi di energia utilizzati per la ricarica dei veicoli elettrici sono aumentati del 60%, dimostrando una rapida sostituzione dei carburanti tradizionali.