Per la prima volta la potenza fotovoltaica installata in Cina ha superato quella delle centrali a carbone. Il primo settembre la National Energy Administration ha comunicato che a fine luglio il solare aveva raggiunto 1,286 miliardi di kW, un soffio sopra gli 1,285 miliardi del carbone. Il margine è minimo, ma il segnale netto: la fonte più inquinante, che per decenni ha alimentato la crescita industriale del Paese, non è più la prima per capacità installata.

Capacità installata non vuol dire produzione. È la capacità degli impianti che deve fare i conti con le ore di funzionamento. Il fotovoltaico lavora solo di giorno e con meteo favorevole, per cui a parità di kW installati genera molte meno ore-piene rispetto al carbone. Dunque il sorpasso non è ancora in termini di produzione, ma la notizia rivela un trend che si sta rafforzando mese dopo mese.

Il dato di fine luglio non è un episodio isolato, ma l'ultimo fotogramma di un film che racconta la rivoluzione tecnologica in atto. Il fotovoltaico rappresenta ormai oltre il 30% dei 4,08 miliardi di kW di capacità complessiva installata nel Paese. Nei primi sette mesi dell'anno la Cina ha aggiunto quasi 194 milioni di kW di nuova potenza, di cui oltre il 40% dal solo solare. E nel 2025 aveva già installato la cifra record di 315 GW di fotovoltaico e 119 GW di eolico, più dell'80% di tutta la nuova capacità elettrica: la direzione è tracciata da anni e non accenna a cambiare.