All’inizio di quest’anno Luigi Moccia cominciava con queste parole un’approfondita riflessione riguardante la transizione energetica nel mondo: «“E allora le centrali a carbone in Cina!” – Quante volte avete sentito questa replica da parte di chi obietta contro qualsiasi tecnologia pulita, come le auto elettriche, il fotovoltaico o l’eolico? È il vero mondo alla rovescia in cui vivono le vittime della propaganda fossile che impazza sui media vecchi e nuovi». Il dirigente di ricerca presso il Cnr aveva ovviamente ragione nel sostenere che «in realtà, la Cina sta contribuendo molto di più dei Paesi occidentali al vero progresso, quello ecologico» e che «le accuse che le vengono rivolte sono basate, nel migliore dei casi, su mezze verità fuorvianti e, nel peggiore, su vere e proprie falsificazioni». E se a giugno avevamo segnalato che in un mese la Cina ha installato più fotovoltaico dell’Ue nell’intero 2024 (+93 GW di nuova potenza solare dal 1° al 31 maggio), ora arriva una nuova conferma di quanto sostenuto da Moccia e dei riferimenti al ricorso all'inquinante combustibile fossile: come scrive l’agenzia Xinhua riportando quanto comunicato ieri dall’Amministrazione nazionale per l’energia, la potenza installata del settore fotovoltaico in Cina ha superato per la prima volta quella delle centrali a carbone, rendendo il solare la principale fonte energetica del Paese in termini di potenza installata.