di
Fausta Chiesa
Il report del Joint Research Centre di Bruxelles. Negli Usa il maggiore aumento in termini assoluti tra il 2024 e il 2025, in Cina+0,1%. India, Ue e Russia hanno registrato lievi cali. La CO2 da combustibili fossili causa il 73,8% di gas serra
Niente di nuovo sotto il sole, purtroppo. La notizia c’è dove non ci sarebbe notizia, nel senso che nulla è cambiato. Stiamo parlando delle emissioni a effetto serra che continuano a crescere, così come sono sempre gli stessi i Paesi che «inquinano» - anche se il termine è improprio visto che si tratta per lo più di di gas, come l’anidride carbonica che beviamo nelle bevande gassate, innocui per la salute dell’uomo ma climalteranti che però hanno effetti sulla vita dell’uomo sul Pianeta - di più.
Emissioni, nuovo record nel 2025Le emissioni globali di gas a effetto serra - la metodologia esclude il settore Lulucf (Land Use, Land-Use Change and Forestry, che comprende l'uso del suolo, i cambiamenti di uso del suolo e la silvicoltura) - hanno raggiunto nel 2025 un nuovo record di 54,1 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente, in aumento dello 0,7% rispetto al 2024, riporta il Report 2026 del Joint Research Centre (Jrc) della Commissione europea. La crescita, pari a 380 milioni di tonnellate, conferma la tendenza di lungo periodo, interrotta soltanto dalla crisi finanziaria globale del 2009 e dalla pandemia di Covid-19 del 2020. La CO2 derivante dai combustibili fossili ha rappresentato il 73,8% delle emissioni globali di gas serra, il metano il 17,6%, il protossido di azoto il 5,3% e i gas fluorurati il 3,3%.









