Le cose non vanno troppo bene a livello globale, anche, se non soprattutto, per responsabilità degli Stati Uniti. Vanno piuttosto bene in Europa, presa nel suo complesso. E per quel che riguarda l’Italia? Vanno benino se si fa il confronto con il breve periodo, mentre vanno decisamente male se si guarda al 1990, che è l’anno di riferimento per valutare il trend, e se si guarda in particolare al settore dei trasporti. Parliamo di emissioni. Come si legge nell’ultimo rapporto pubblicato dal Centro di ricerca comune dell’Unione europea Joint research centre, nel 2025 le emissioni globali di gas a effetto serra derivanti dalle attività umane hanno raggiunto il livello record di 54 gigatonnellate di CO₂ equivalente, registrando una crescita dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Sebbene il trend ascendente post-pandemico continui a manifestarsi, i dati elaborati dalla banca dati EDGAR del Centro comune di ricerca della Commissione europea evidenziano un rallentamento della crescita complessiva. Questo quadro globale riflette dinamiche profondamente eterogenee tra i diversi Paesi, dove solo 6 dei 16 principali emettitori mondiali sono riusciti a invertire la rotta e a ridurre la propria impronta carbonica.