Mentre il mondo è scosso da segnali evidenti di cedimento e collasso della natura, ultimo in ordine cronologico il crollo di un ghiacciaio nell'Himalaya – che ha scatenato devastanti inondazioni lungo il confine tra Nepal e Tibet, causando centinaia di morti e qualche migliaio di dispersi – nella distrazione provocata ad arte delle masse occidentali, alimentata dalle redenti dichiarazioni congiunte Nato-Ue (per bocca dei reciproci massimi rappresentanti, Mark Rutte e Ursula Von der Layen), i coloni israeliani sostenuti dal glorioso esercito di Israele, continuano imperterriti ad uccidere e a seminare terrore in Cisgiordania.

Ieri, 2 settembre, nel villaggio palestinese di al-Mughayyir, vicino a Ramallah, nei territori della in Cisgiordania occupata, sono stati uccisi altri due adolescenti palestinesi e questo duplice omicidio è avvenuto – senza alcuna giustificazione – durante un'incursione alla quale hanno partecipato coloni israeliani e forze dell'Idf (esercito israeliano). Dalle dichiarazioni rilasciate alle agenzie stampa dal ministero della Salute palestinese, risulta che le vittime avevano 16 e 19 anni e sono stati identificati come Omar Mohammad Na'ssan e Khalil Abu Aliya.

Le autorità palestinesi hanno riferito che i coloni, accompagnati dalle forze armate israeliane, sono entrati nel villaggio e che i militari israeliani hanno aperto il fuoco sui residenti che cercavano di opporsi all'incursione. La versione dell’Idf si presenta assai diversa, affermando che i soldati erano entrati per fornire “sicurezza a poliziotti e a un civile israeliano” che cercava di recuperare del bestiame e che avrebbero sparato contro quelli che vengono definiti come “i principali istigatori” di una protesta violenta durante la quale venivano (testualmente) “lanciate pietre”, concludendo infine che l’episodio accaduto è tutt’ora sotto indagine per appurarne dinamiche e circostanze.