La crisi climatica sta avvenendo su un’unica Terra, ma in due mondi diversi. In uno, i suoi effetti invadono con maggiore frequenza la vita di tutti i giorni, alternando periodi lunghi di sofferenza a picchi di dolore acuto. Estati interminabili e più calde, con incendi improvvisi, evacuazioni, case ridotte in cenere nel giro di poche ore. Nell’altro, la catastrofe.

Quest’estate è stata un’istantanea di questa divisione. Il giorno più caldo mai registrato in alcune parti d’Europa e un’ondata di acqua, fango e ghiaccio in Nepal che ha causato centinaia di vittime. Migliaia di persone risultano ancora disperse.

La differenza riguarda anche le risorse. La crisi climatica ha un costo economico, ma alcuni luoghi riescono ad assorbirlo meglio di altri. Tra le risposte agli incendi di quest’estate in Europa c’è stata la rapida mobilitazione del governo francese su più fronti, dalle agevolazioni fiscali alle aziende colpite fino agli aiuti per ricostruire le abitazioni. Il governo britannico aveva stanziato quasi cento milioni di sterline già prima dell’estate per affrontare gli incendi.

Esistono interi settori progettati per assorbire l’impatto di tutto questo, sostenuti da tecnologie sofisticate, soldi e comparti evoluti. Negli Stati Uniti, le assicurazioni contro gli incendi boschivi sfruttano l’intelligenza artificiale, che elabora dati per stimare il rischio in base alla posizione geografica e al materiale impiegato per costruire gli edifici.