di
Carlo Barbante*
La crisi climatica sta colpendo in particolare le zone più elevate, che si riscaldano a velocità doppia rispetto alla media. Il risultato è la destrutturazione della montagna: e le conseguenze potenziali sono devastanti. Per evitare altre stragi occorre ascoltare la scienza
Guardare la montagna oggi significa osservare l'impatto inesorabile del riscaldamento globale nel punto di massima fragilità del pianeta.
Il tragico evento del 26 agosto al confine tra Nepal e Tibet – dove il crollo del ghiacciaio sul versante nord del Langtang Lirung ha causato centinaia di vittime, e migliaia di dispersi – non è un incidente locale, ma l'ennesimo sintomo di una sofferenza sistemica.











