HomeRavennaCronacaL’indagine sulle alluvioni: "Le frane e le esondazioni si potevano in parte evitare"Secondo la relazione integrata dei consulenti della Procura, finora inedita, per mitigare gli effetti sarebbe bastato mettere in atto le opportune misure per la laminazione delle piene e la capacità dei fiumi.L’alluvione a Coccolia, nei giorni drammatici di maggio 2023Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciGli eventi meteo che nel maggio 2023 avevano creato morte e distruzione nei bacini romagnoli, erano "prevedibili in senso statistico" anche se era "impossibile definirne una collocazione temporale precisa". Ma erano anche prevedibili "in senso deterministico nella loro evoluzione sul breve periodo a partire dalle informazioni meteo" già disponibili "nelle ore precedenti".

Una conclusione dirompente quella che si legge nella relazione integrata - finora inedita - dei tre consulenti del Politecnico di Milano individuati dalla procura di Ravenna proprio per fare luce soprattutto sulle prime due alluvioni (quelle del maggio 2023) e anche sugli affetti della terza (settembre 2024) che in meno di un anno e mezzo flagellarono il territorio ravennate. Un filone che a inizio luglio aveva portato alla notifica di un avviso di chiusura indagine a vario titolo per disastro colposo e pericolo di disastro a 14 persone, tra tecnici e amministratori, in merito alle esondazioni del biennio 2023-2024. Proprio in questi giorni chi tra gli indagati lo ha ha chiesto, verrà interrogato in procura: fondamentale dunque avere alla mano la relazione integrata dato che è alla base delle contestazioni mosse dai pm Daniele Barberini e Francesco Coco anche grazie al materiale raccolto dai carabinieri.