Un visto turistico italiano rilasciato a Minsk alla fine di aprile avrebbe consentito a uno dei sospettati per il tentato attentato con droni ed esplosivo all’aeroporto di Lipsia/Halle di entrare nello spazio Schengen. È quanto riferiscono i media tedeschi Ndr, Wdr e Süddeutsche Zeitung, secondo cui si tratta di un cittadino bielorusso in possesso anche di un passaporto russo, già comparso in vicende penali nei Paesi baltici. Le autorità tedesche avrebbero ricostruito i suoi spostamenti e identificato il suo Dna su alcuni elementi riconducibili all’operazione.

La notizia ha immediatamente aperto un caso politico in Italia. Ma dalle prime verifiche delle autorità italiane emerge un elemento che complica la ricostruzione: il sospettato non sarebbe mai transitato per l’Italia. Lo hanno riferito fonti della sicurezza, secondo le quali gli accertamenti finora effettuati hanno dato esito negativo. Sono comunque in corso ulteriori verifiche.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato accertamenti sul visto. «C’è un processo per la concessione dei visti, perché devono esserci determinati requisiti. Se le persone li hanno, e non c’è nessun alert sulle singole persone, viene concesso il visto», ha detto a margine del Gymnich, l’incontro informale con i suoi omologhi dei Paesi membri dell’Unione europea svoltosi ieri a Wicklow, in Irlanda. «Se è così, cercheremo di capire perché è stato concesso quel visto».